Avevo dimenticato la preoccupazione che ti prende nell’affrontare un esame dinanzi ad un pubblico, di sentirsi giudicati per le proprie conoscenze, di non essere all’altezza e sentire il peso di un giudizio che mina la tue poche certezze. E la sudditanza di un allievo di fronte al suo Maestro, che dall’alto della sua saggezza decreta l’esito di un esame, per poi scoprire che quella prova non era stata poi così difficile. Ma chi può dire se il nostro insegnante, si è trovato a suo agio nel giudicare il nostro impegno senza avere dei dubbi? Ognuno ha il suo ruolo, ma ogni esame è un doppio esame che ci mette tutti alla prova, gli uni di fronte agli altri in un gioco di specchi, per vedere riflesse le nostre stesse difficoltà. E’ importante trovare il coraggio di aprire una porta segreta, per non negare la nostra natura e i nostri sogni, assopiti dall’agiatezza di un incontro che ci preserva dai rischi e dalle delusioni, per scoprirci più veri e più audaci.
L'Atelier LiberaMente è uno spazio aperto, nella misura in cui va consolidando il suo pensiero e la sua pratica. Un blog permetterà di estendere l'area comunicativa, un "drama" allargato delle idee e delle competenze. Director, E. Gioacchini
Visualizzazione post con etichetta Drammaterapia e Sole. Mostra tutti i post
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mercoledì 20 ottobre 2010
venerdì 17 settembre 2010
@ Sole
Caro director e compagni di viaggio è da qualche settimana dopo la pausa estiva che mi pongo diversi interrogativi a cui non trovo risposte, sempre per quella ricerca del razionale che spiega tutto e niente. Ora sono in attesa, senza pormi più domande, a cercare qualcosa che sicuramente arriverà. Nel frattempo sono in una fase di stallo, ed è emblematico come nella prima esperienza sul risveglio della coscienza, la mia è rimasta sospesa su uno specchio d'acqua. Solo nel secondo esercizio, la mia coscienza, ha fatto capolino raggiungendo la vetta più alta a dominare la paura dell'immenso, così grande da farti sentire infinitesimale come un granello di sabbia in un deserto, insieme ad un numero infinito di altri granelli di sabbia, ognuno con i propri dubbi ad occupare il proprio spazio consapevoli di esistere. Se sono una microparticella, sono niente, ma se la mia coscienza si risveglia da quel torpore a raggiungere mete inaccessibili, so' che posso essere altro. Io sono, perché io esisto con tutti i miei dubbi e le mie debolezze, e non può spaventarmi un percorso in salita che posso superare se io lo voglio.
Caro director e compagni di viaggio è da qualche settimana dopo la pausa estiva che mi pongo diversi interrogativi a cui non trovo risposte, sempre per quella ricerca del razionale che spiega tutto e niente. Ora sono in attesa, senza pormi più domande, a cercare qualcosa che sicuramente arriverà. Nel frattempo sono in una fase di stallo, ed è emblematico come nella prima esperienza sul risveglio della coscienza, la mia è rimasta sospesa su uno specchio d'acqua. Solo nel secondo esercizio, la mia coscienza, ha fatto capolino raggiungendo la vetta più alta a dominare la paura dell'immenso, così grande da farti sentire infinitesimale come un granello di sabbia in un deserto, insieme ad un numero infinito di altri granelli di sabbia, ognuno con i propri dubbi ad occupare il proprio spazio consapevoli di esistere. Se sono una microparticella, sono niente, ma se la mia coscienza si risveglia da quel torpore a raggiungere mete inaccessibili, so' che posso essere altro. Io sono, perché io esisto con tutti i miei dubbi e le mie debolezze, e non può spaventarmi un percorso in salita che posso superare se io lo voglio.
venerdì 9 luglio 2010
Drammaterapia: Orgoglio & Pregiudizio
@ Sole
Nel rivedermi in video, soprattutto nella prima parte, mi sono divertita e sorpresa scoprendo una parte di me che non conoscevo, eppure mi ci sentivo in quella parte quasi come indossassi un abito su misura. Mentre nella seconda parte della piece, ho preso le distanze da un padre latitante che cercava di difendersi come poteva, ma il suo dolore era vero e lo percepivo. E la mancanza dell'affetto di un padre non sono bastati a suscitarmi rabbia e rancore per lui; in qualche modo l'ho perdonavo, restava solo l'amarezza per gli anni perduti. Sono stata spettatrice di eventi per decisioni prese da altri, ma a cui non ho dato voce lasciando che il destino facesse il suo corso, ma che poteva essere cambiato, se ognuno di noi avesse ascoltato il proprio cuore, piuttosto che l'orgoglio. Tutto questo mi ha destabilizzato e lasciato un vuoto, con il rammarico per qualcosa che poteva essere e non è stato, quante incomprensioni potevano essere risolte!
Ma non sempre le cose vanno come noi vorremmo che andassero, come nelle favole.
E vissero tutti felici e contenti...
Un abbraccio a tutti.
mercoledì 30 giugno 2010
Drammaterapia: Restituzione d'Amore
| Madre (Astra), Figlia-Madre (Sole), Figlia (Azzurra) nella Breve Piece Drammaterapica Il Doppio Volto delle Storie, 25 Giugno 2010 |
E' sorprendente come il passato e presente si fondono e, mentre tutto scorre, i ruoli si alternano, la bambina curiosa della vita si tramuta in madre e resta figlia, mentre quella parte di bambina giocosa, è rimasta addormentata tra le pieghe di un abito troppo corto per poter essere indossato. Quante occasioni perse per cose non avute, nè date, perché non recepite o forse, semplicemente non colte, quando il tempo poteva essere fermato nell'immagine di momenti preziosi da ricordare. Puoi restituire amore nella misura in cui ti è stato dato, oppure attingere dal profondo del cuore e dare incondizionatamente, come è giusto che sia. Non sono più la bambina di un tempo lontano, come lontani sono i ricordi spensierati. La figlia è doppiamente madre, non c'è spazio per lei se non quando qualcuno dice "tempo scaduto", allora viene in aiuto il sogno per riabbracciare una madre e poterle dire "ti voglio bene".
Grazie Astra, madre amorevole e grazie Azzurra, figlia dolcissima.
lunedì 21 giugno 2010
Autoipnosi: "...sarei rimasta ancora lì per un pò..."
| Sole, Hypnodrama su "il Kamikaze", CDIOT Aprile 2010 |
La serata di venerdì scorso ha lasciato spazio alle riflessioni, come sempre accade ... Ho seguito le indicazioni del nostro director che ci dirigeva nelle acque di un mare basso, limpido e cristallino "così io l'ho immaginato", che non poteva preoccupare neanche un bambino, bastava riuscire ad immaginarsi di camminarvi sopra, ma come è difficile ingannare la nostra mente, la razionalità è sempre lì a dirci cosa fare e la paura dell'ignoto ci blocca anche nell'immaginazione. Allora evitiamo i pericoli, gli ostacoli, azzardiamo senza rischiare troppo e perdiamo le cose belle della vita, negandoci delle altre possibilità. Come poi accade dopo queste esperienze, la sensazione che rimane è di assoluto benessere,di leggerezza, la stessa che ho provato lasciandomi scivolare nell'acqua, calda e avvolgente come nel grembo materno. Solo poi rivivendo nel briefing l'esperienza, il director mi ha condotto oltre la barriera corallina, che tanto mi spaventava e di colpo, mi sono ritrovata nell'abisso del mare di un azzurro intenso, bellissimo, amico, con le alghe che mi accarezzavano mentre mi lasciavo ondeggiare dalle correnti marine, sarei rimasta ancora lì per un po, troppo presto il director mi ha riportato in superficie. E' stato tutto molto bello, grazie al director e alla presenza di Nero che mi ha accompagnato in questa avventura. Un abbraccio e un grazie a tutti voi.
mercoledì 9 giugno 2010
Drammaterapia: "L'ho deciso!"
@ Sole
Il filo che libera
Il filo che ti lega all'altro e nel contempo ti lascia libera di volare, spaziare, occupare il tuo spazio senza il timore di invadere l'altro. Questo gioco danzante, che ti fa capire il tuo ruolo, che abbatte il pregiudizio, che lega fuori e libera dentro, senza pensare, solo sentire.
Sentire l’altro, ciò che vuole; sentire te, quello che provi; lasciando cadere le barriere, donandosi per esserci e prendere con consapevolezza e responsabilità.
“L’ho deciso”! Mi muovo sapendo ciò che voglio, perché sento di poterlo fare, e l’altro, magicamente, mi segue…
Mi segue perché sa che può riprendersi il gioco, e io glielo lascerò fare…
Ho capito che la diffidenza è frutto delle nostre paure, e la fiducia negli altri passa per il nostro intimo.Lo spazio che occupo si fonde con l’altro e non mi turba. Anzi, ho scoperto danzando con Azzurra e il director, che si può entrare in simbiosi e non intralciarsi. Sensazione bellissima che ha liberato in me un’energia imprevista, che mi ha permesso di volteggiare nello spazio come una farfalla.
Forse la crisalide comincia a trasformarsi?...
Il coraggio di aprire a chi bussa alla mia porta, caro director…
Il filo che ti lega all'altro e nel contempo ti lascia libera di volare, spaziare, occupare il tuo spazio senza il timore di invadere l'altro. Questo gioco danzante, che ti fa capire il tuo ruolo, che abbatte il pregiudizio, che lega fuori e libera dentro, senza pensare, solo sentire.
Sentire l’altro, ciò che vuole; sentire te, quello che provi; lasciando cadere le barriere, donandosi per esserci e prendere con consapevolezza e responsabilità.
“L’ho deciso”! Mi muovo sapendo ciò che voglio, perché sento di poterlo fare, e l’altro, magicamente, mi segue…
Mi segue perché sa che può riprendersi il gioco, e io glielo lascerò fare…
Ho capito che la diffidenza è frutto delle nostre paure, e la fiducia negli altri passa per il nostro intimo.Lo spazio che occupo si fonde con l’altro e non mi turba. Anzi, ho scoperto danzando con Azzurra e il director, che si può entrare in simbiosi e non intralciarsi. Sensazione bellissima che ha liberato in me un’energia imprevista, che mi ha permesso di volteggiare nello spazio come una farfalla.
Forse la crisalide comincia a trasformarsi?...
Il coraggio di aprire a chi bussa alla mia porta, caro director…
sabato 15 maggio 2010
Drammaterapia: Maschere come Emozioni
| Atelier LiberaMente, Modulo Danza-Movimento, 11 aprile 2010 |
Caro Libertà io non sono d'accordo con quello che dici, è vero gli altri possono farci del male, ma solo se noi glielo permettiamo. Dal dolore si può guarire, se si vuole, è comodo dire che sono gli altri ad ucciderci, ci siamo confezionati il nostro alibi, per continuare a rimanere nell'immobilismo, aspettando di essere aiutati da qualcuno che ci tende una mano che non vogliamo afferrare. Il tesoro di cui parli, va conservato ed alimentato, perché possa essere sempre splendido e lucente. Niente ci viene regalato, tutto va conquistato, è il prezzo che va pagato per la nostra felicità. Le emozioni? Non siamo bravi a fingere, siamo bravi a nasconderle e vengono fuori nei momenti più impensati, visibili agli altri, a volte e invisibili, nel nostro intimo che conosciamo molto bene, nessuno meglio di noi può saperlo. Ero una bambina quando ho visto mio padre, colonna portante della famiglia, in un momento per lui delicato, piangere come un bambino e non puoi capire lo sforzo che ho fatto per trattenere le mie di lacrime, scherzando con lui come niente fosse. Niente è come sembra, spesso indossiamo la nostra maschera quando la scena lo richiede, poi magari non riusciamo più a farne a meno e l'abitudine fa il resto. Abbiamo tutti la nostra maschera, basta saperlo. Il gruppo è anche questo, il confronto con gli altri e momento di crescita.
Un Grazie al nostro Director e a tutto il gruppo.
mercoledì 12 maggio 2010
Drammaterapia: rotta sotto la propria bandiera
@ Sole
E' molto vero quello che dici Azzurra, domenica siamo stati travolti da un ondata di emozioni, che ci ha storditi e ci ha rigenerati. Ero consapevole di essere li con voi, mentre gli eventi si susseguivano, in un alternanza di sensazioni, dolore, gioia, allegria, leggerezza,amicizia e affetto. La distanza che spesso c'è tra persone a noi conosciute, con voi sembrava annullata. E' incredibile come a volte possono accadere cose, che improvvisamente ci danno la dimensione di quanto potremmo dare agli altri .Ho l'immagine di Mariliz davanti,il suo dolore mi ha attraversato, mentre le tenevo la mano, in quel momento ero con lei. Eppure il mondo gira sempre nella stessa direzione, ma forse siamo noi a dover invertire la rotta, per cambiare le cose. Avere il coraggio di rischiare per lanciarsi in nuove avventure, è il sogno di ognuno di noi, ma è così difficile spiccare il volo. La paura, chi non la conosce Azzurra? Quella di non essere all'altezza, è una costante, che ci toglie la spontaneità di volteggiare come una piuma. Un grazie a tutti voi.
E' molto vero quello che dici Azzurra, domenica siamo stati travolti da un ondata di emozioni, che ci ha storditi e ci ha rigenerati. Ero consapevole di essere li con voi, mentre gli eventi si susseguivano, in un alternanza di sensazioni, dolore, gioia, allegria, leggerezza,amicizia e affetto. La distanza che spesso c'è tra persone a noi conosciute, con voi sembrava annullata. E' incredibile come a volte possono accadere cose, che improvvisamente ci danno la dimensione di quanto potremmo dare agli altri .Ho l'immagine di Mariliz davanti,il suo dolore mi ha attraversato, mentre le tenevo la mano, in quel momento ero con lei. Eppure il mondo gira sempre nella stessa direzione, ma forse siamo noi a dover invertire la rotta, per cambiare le cose. Avere il coraggio di rischiare per lanciarsi in nuove avventure, è il sogno di ognuno di noi, ma è così difficile spiccare il volo. La paura, chi non la conosce Azzurra? Quella di non essere all'altezza, è una costante, che ci toglie la spontaneità di volteggiare come una piuma. Un grazie a tutti voi.
lunedì 10 maggio 2010
Drammaterapia: il grande Segreto
@ Sole
La ricerca costante di affermazione, apparire per essere, nascondersi dietro un immagine che abbiamo voluto dare agli altri, ma che non ci è stata richiesta. Non è solo la paura e l'abitudine ad impedirci di cambiare, spesso nascondiamo le nostre fragilità che vogliamo tenere segrete anche al nostro io. Lo riteniamo un segno di debolezza, una cosa di cui vergognarsi, eppure può essere la nostra forza, di cui essere fieri, perché ci rende tutti più umani.
La ricerca costante di affermazione, apparire per essere, nascondersi dietro un immagine che abbiamo voluto dare agli altri, ma che non ci è stata richiesta. Non è solo la paura e l'abitudine ad impedirci di cambiare, spesso nascondiamo le nostre fragilità che vogliamo tenere segrete anche al nostro io. Lo riteniamo un segno di debolezza, una cosa di cui vergognarsi, eppure può essere la nostra forza, di cui essere fieri, perché ci rende tutti più umani.
lunedì 26 aprile 2010
Drammaterapia: non è stato facile per nessuno...
@ Sole
Non è stato facile per nessuno di noi improvvisare un tema, che in quel momento non sentivamo; ognuno di noi avrebbe voluto essere al posto dell'altro, credendo che sarebbe stato più facile. Ho avvertito l'incomunicabilità con il mio interlocutore, nel portare avanti una conversazione sterile. Sperando che mi togliesse dal disagio e prendendo coscienza che non poteva aiutarmi. Qualche volta bisogna rischiare, credere di più in se stessi e nelle proprie risorse che spesso sottovalutiamo.
Beatrice tu sei stata grande, sei riuscita dove altri avrebbero fallito, perchè hai creduto nell'amore che può tutto, incurante dei suggerimenti di chi ha sofferto con te e che ti avrebbe voluto sicuramente più forte, coraggiosa e tu lo sei stata. Non ho potuto seguire con attenzione Azzurra e Faber alle prese di quasi-aspiranti-rapinatori, ma loro hanno saputo interagire e comunicare in una conversazione che bisognava interrompere per non esserne sopraffatti. E' stato comunque divertertente, soprattutto per i nostri amici non partecipanti, beati loro! Grazie al Director per la sua dedica, mi ha emozionato.
Foto: Modulo Danza Movimento, Atelier LiberaMente, 11 aprile 2010
Non è stato facile per nessuno di noi improvvisare un tema, che in quel momento non sentivamo; ognuno di noi avrebbe voluto essere al posto dell'altro, credendo che sarebbe stato più facile. Ho avvertito l'incomunicabilità con il mio interlocutore, nel portare avanti una conversazione sterile. Sperando che mi togliesse dal disagio e prendendo coscienza che non poteva aiutarmi. Qualche volta bisogna rischiare, credere di più in se stessi e nelle proprie risorse che spesso sottovalutiamo.
Beatrice tu sei stata grande, sei riuscita dove altri avrebbero fallito, perchè hai creduto nell'amore che può tutto, incurante dei suggerimenti di chi ha sofferto con te e che ti avrebbe voluto sicuramente più forte, coraggiosa e tu lo sei stata. Non ho potuto seguire con attenzione Azzurra e Faber alle prese di quasi-aspiranti-rapinatori, ma loro hanno saputo interagire e comunicare in una conversazione che bisognava interrompere per non esserne sopraffatti. E' stato comunque divertertente, soprattutto per i nostri amici non partecipanti, beati loro! Grazie al Director per la sua dedica, mi ha emozionato.
Foto: Modulo Danza Movimento, Atelier LiberaMente, 11 aprile 2010
mercoledì 21 aprile 2010
Autoipnosi. fidarsi di noi, come volare...
Salve a tutti, sono rimasta colpita dal post di Blue sull'incontro di autoipnosi. E'confortante sentire che la sua esperienza di trance e stata piacevole, per me che ho una certa difficoltà a lasciarmi andare, per timore di perdere il controllo. Ho provato anch'io una sensazione di rilassamento e di leggerezza, ma è ben lontana dalle esperienze descritte dei nostri amici. So che dipende molto da noi, che, chiusi nel nostro guscio -di cui parla Beatrice in un bellissimo intervento-, ci impediamo di aprirci a nuove esperienze, per proteggerci ed evitare di "soffrire". Spero che insieme a questi nuovi amici, io riesca finalmente a volare.
| Sole, modulo di Danza-Movimento. Atelier LiberaMente, 11 aprile, 2010 |
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