L'Atelier LiberaMente è uno spazio aperto, nella misura in cui va consolidando il suo pensiero e la sua pratica. Un blog permetterà di estendere l'area comunicativa, un "drama" allargato delle idee e delle competenze. Director, E. Gioacchini







domenica 18 aprile 2010

Autoipnosi: lavorare con la nostra "ombra"


@ Blue

Non è certo da poco tempo che io partecipo al lavoro di drammaterapia, né posso dire di essere totalmente “digiuna” delle tecniche di ipnosi ed autoipnosi. Eppure, lo stupore, dopo l'esperienza di giovedì scorso, è stato intenso come la prima volta che ho sperimentato queste tecniche.
Sentire che le mie mani agivano, trovando un'altra modalità di muoversi, senza la mia volontà cosciente a comandarle e, al tempo stesso, accorgersi che erano ancora le MIE mani, è stato ...non trovo la parola.... inebriante? Eccitante? Non so dirlo bene.
Forse se qualcuno mi avesse raccontato una cosa del genere, avrei provato un pizzico di paura, di sgomento, legittimo quando si parla di “perdita del controllo”.
Non è stato così, e questo mi ha stupito ancora di più. Mi sono sentita sicura, fiduciosa in me stessa: il mio corpo, la mia mente e la mia parte – ombra, quella che non segue le regole di logica e ragione, sono un meccanismo compatto che opera per il mio bene.
Dopo è arrivato il benessere fisico con una qualità del sonno che non provavo, non dico dai tempi della culla, ma almeno dagli anni dell'adolescenza.
Il "Magnetismo" di Franz Anton Mesmer
(Moos, 23 maggio 1734 – Meersburg, 5 marzo 1815)

sabato 17 aprile 2010

La Drammaterapia e le "incursioni" nel profondo...

@ Romeo
E’ emozionante entrare nella pagina del nostro blog, appena ristrutturato, ma sempre più importante per allargare il modo comunicativo del nostro Atelier verso l’esterno: i partecipanti, i loro contesti relazionali, la società moderna. Arrivo a questa edizione da altre (seppur piccole) esperienze di drammaterapia dove ho avuto modo di sperimentare molte incursioni nel profondo. Voglio ricordare quanti ho incontrato lungo il mio percorso e che sono oggi presenti dentro di me arricchendo i miei ricordi. Apprezzo e saluto anche chi fra i precedenti mi è ancora vicino quale compagno di esperienza. Ho compreso che il lavoro che andremo a svolgere in questo Atelier è rivolto verso le risorse: elementi preziosi presenti dentro di noi e che possiamo ”tirare fuori”.

Noto anche con immediatezza che gli specchi riflettenti le immagini sulla scena del warm-up de Il rinoceronte di Ionesco si sono ora rotti, lasciando il posto ad altri interpreti: alcuni nuovi altri già conosciuti (ma mai del tutto). Nell’ultimo incontro ho lavorato bene con il gruppo. Penso che ci sentiamo molto vicini gli uni agli altri e possiamo fare tanto insieme. Il commino è tortuoso, impegnativo e difficile, ma averlo iniziato insieme significa per me tanto. Romeo.
  
Atelier Drammaterapia per le Risorse,
11, aprile 2010. Danza-Movimento Terapia

Autoipnosi, levitazione della mano...e dell'umore!


@ Azzurra


Cari tutti, volevo condividere con voi le sensazioni provate durante la nostra prima seduta del “training di autoipnosi”. Ma prima di iniziare, ci tenevo a fare una premessa: dal primo incontro, che risale a venerdì scorso, ho iniziato subito a percepire nuove potenzialità e ho attivato molta curiosità e desiderio di aprirmi a questa esperienza dell'atelier di drammaterapia. L'idea poi di non essere la sola a sondare il terreno delle proprie risorse ed incontrare persone che danno importanza alla sfera dei sentimenti e delle emozioni, tanto da ascoltarle e lasciare che queste si manifestino sotto forma di creazione (penso al nostro amico scrittore della bellissima piece "kamikaze", ai partecipanti che vi hanno recitato con trasporto e passione, e a quelli che sono rimasti a guardare con gli occhi e con la mente aperti), mi rende particolarmente felice; a questo si aggiunge lo stupore e la gratitudine per la passione, la delicatezza e la competenza con cui il nostro director ci conduce in questo cammino. Dunque, con questo stato d'animo, positivo e curioso, ho affrontato la seduta di giovedì, quella dedicata all'autoipnosi. Non voglio descrivere per filo e per segno cosa è accaduto, c'è un unico fatto straordinario, che è poi il primo che ho raccontato al mio compagno appena entrata in casa; infatti, col sorriso beota stampato in faccia e con la vocina stridula di chi è eccessivamente su di giri, gli ho gridato "Amore, ebbene sì, la mia mano saleeeee…". Ci siamo fatti una grossa risata e ho cominciato a raccontargli come e perchè sia accaduto quello che è accaduto. E lo racconto a voi come l'ho detto a lui: il mio corpo era molto rilassato, ma più di tutto, percepivo la pesantezza delle mani e delle braccia. Quando il director ha iniziato a condurre il comando del sollevamento della mano, ho percepito il puro e semplice desiderio della mia mano -forse il mio desiderio, puramente inconscio, perchè io con la mia mente stavo solo a guardare, e se devo dirla tutta me la ridevo anche...- dicevo il desiderio di lasciare andare questa mano, e così ho fatto. Non l'ho frenata, ho sentito un formicolio sotto il palmo e la sensazione che quello che era sotto il palmo fosse più pesante dell'aria che era sopra e che la mia mano tendesse naturalmente verso l'alto. Il movimento è iniziato con discrezione...ho sentito con molto stupore che si staccava il pollice dal pantalone e non ho opposto alcuna resistenza; io ero contemporaneamente quella che si stupiva (tanto da riderne) del movimento
Teatro, nel momento e magico, prima che inizi lo spettacolo. Questo è unicamente
quell'incontro  sacro tra attore e spettatore, protagonisti di una "nuova" storia.
della sua mano e quella che lasciava che ciò accadesse. Diciamo che l'esperienza, nel suo complesso, mi ha fornito una buona dose di buonumore, e la consapevolezza che questo nostro corpo può sperimentare condizioni a noi prevalentemente sconosciute, eppure possibili, condizioni fisiche, mentali ed emozionali di cui non sappiamo un bel nulla. Naturalmente accanto a questi pensieri positivi ci sono anche quelli opposti...il timore di essere troppo debole, troppo suggestionabile eccetera eccetera, ma questa è un'altra storia, so da dove vengono questi pensieri e mi stanno meravigliosamente scivolando nelle tasche...
Certamente la seduta non è stata soltanto questo e mi scuso per aver tagliato tutto il resto fuori dalla narrazione, mi scuso anche per la scrittura, prolissa e noiosa ma questo fanno anni e anni di "aridi" studi tecnici (per non parlare poi del lavoro)! Un abbraccio a tutti voi e arrivederci qui sul blog, Azzurra.

Foto: CDIOT,  9 Aprile, 2010

mercoledì 14 aprile 2010

Drammaterapia, a scuola di emozioni

@ Beatrice


Caro Director e cari voi tutti amici, mi sento di voler scrivere e comunicarvi che avete reso domenica una giornata meravigliosa, piena di vita, di entusiasmo, di donazione, di "autenticità". Ho avvertito che ognuno di noi voleva starci, assaporando ogni momento. Sono certa che è l’inizio di una nuova pagina da sfogliare attraverso la conoscenza di se stessi. Se ci son date delle possibilità, delle opportunità non dobbiamo gnorarle; sento la fortuna di trovarmi questo contesto. Lasciamoci attraversare dall’amicizia, dalla conoscenza dell’altro, condividiamo l’esperienza, accumuniamo la solidarietà. E’ vero, partiamo sempre con tanta incertezza con tanti perché, mille domande, ma sono quelle che ci portano a dire siamo vivi (e di offrire il proprio essere all’altro, per realizzare qualcosa che appartiene a tutti, come dice Maria Pina) Quanti errori , rimanere chiusi nel guscio, senza far trapelare l’altro, l’emozione, sentire il battito della solitudine, dell’isolamento che porta solo ad un impoverimento delle proprie ed altrui risorse.
Scusatemi ma mi sono fatta prendere da alcune citazioni … C’è un solo bene: sapere; un solo male: l’ignoranza. Einstein afferma che due cose sono infinite, l’universo e la stupidità. Ma perché, in questa nano-particella di universo noi che ci siamo per forza abbarbicati sopra, siamo così stupidi? Perché siamo così presuntuosi da auto-incoronarci come principi del creato e contemporaneamente distruggiamo ogni cosa alla quale possiamo arrivare? Perchè corriamo ad occhi bendati verso la distruzione di questo capolavoro?



 
Foto: CDIOT, 11 aprile 2010



martedì 13 aprile 2010

Drammaterapia: Piatto ricco, mi ci ficco! Io, Avatar...

 @ Nero
Director, compagni d'avventura, mi sono divertito. La giornata è stata dura e piacevole al tempo stesso, intensa e "breve", come tutte le cose piacevoli. Mi sento una macchina lanciata in discesa, dopo mesi di salite e tornanti. Punto tutto, come nel vecchio adagio dei giocatori di carte: "Piatto ricco, mi ci ficco".
Grazie Ermanno -volutamente personale- per l'impegno profuso e le parole d'incoraggiamento che spendi per noi. Mi dai molto, e molto mi date tutti.

@ director

Il gioco serio con le pedine invisibili delle emozioni; fuori solo i tentativi, così tipicamente umani, che lasciano controvento l'odore dell'evoluzione e del punto di arrivo personale. Che viaggio...Gianni, che viaggio! Fugare la paura con la responsabilità del rischio, ma anche chiedendo fortuna alla vita, come un clochard mai arrabbiato, che ha un sorriso anche per il nulla. Il tuo avatar è pronto, eccolo qui accando! Indossalo, senza mai scordarti di avere una pelle umana, sotto, adatta alle ideologie, agli sbagli ed alle scoperte di questo mondo e forse di altri! I forse che hanno il prezzo di milioni di anni, mentre sembrano oggi svenduti dal primo apparato tecnologico. Anche la fortuna, il caso vogl iodire, ha aiutato  tutti noi ad arrivare fin qui, pesanti di storia e leggeri di vento, se lo cerchiamo ancora, come allora, nella savana e nel pensiero eccitante dell'altro. Grazie a te



lunedì 12 aprile 2010

Drammaterapia: fondazione di un gruppo


@ Bleu

Director e Compagni di Viaggio, apro la strada io ai vostri commenti che spero saranno numerosi.
Vi ringrazio tutti per ciò che mi avete dato e vi auguro che il sorriso profondo e pieno di fiducia con cui ci siamo salutati metta le radici nel vostro cuore.


Foto: Drama Therapy, Dance Movement Stage 1, 11 aprile 2010

Drammaterapia: la stupidità, l'ignoranza, l'errore


@ director

Non si tratta di destra o di sinistra, ma del fatto che fare vignette con didascalie che beffeggiano la morte comunque -recente il disatro aereo nei cieli della Russia-, di qualcuno, di molti, dispensandola virtualmente ...non fa ridere. E non augurerei la morte ad alcuno, ma piuttosto la coscienza di credere nei valori che professa, con coerenza e senza sarcasmo. Cose distanti da quanto stiamo lavorando in questo nuovo Corso di Drammaterapia per le Risorse, ma a caldo, dopo lo stage di oggi, sto stilando questo breve report, mentre le notizie del telegiornale mi aggiornano sulla povertà del pensiero così frequente. Sarà che, come nel caso della pubblicità, non ho mai pensato come educativa l'equazione  buona-audience=qualità e credo esista un'etica del potere e della comunicazione in grave degrado.
Il nostro "gruppo", in questo iniziale processo di drammaterapia di "lavori in corso", si è detto oggi che, sovvertendo la retorica dello sbaglio, osserverà l'errore come indicazione di percorso, l'ignoranza come possibilità di apprendere discipline che altrimenti non si avrebbe, e la stupidità come quel naturale iniziale fertile stupore di chi si mette in gioco ed è pronto alla scoperta. Riformulazione di termini spesso vissuti in negativo.
Venerdì scorso, nel laboratorio serale -il primo-, dove attraverso una piece drammaterapica si è realizzata la iniziale conoscenza tra nuovi partecipanti, attori del CDIOT ed ospiti, si è redatto molto materiale, audio, video, e di quello più sensibile ed importante che si iscrive tra cuore e ragione; in sintonia con lo spitito scientifico, ma così profondamente etico di quel Cartesio che stiamo un poco celebrando nel blog del CDIOT. Avremo modo di farne redazione in commenti ed immagini anche qui, prossimamente, in un nuovo video già in lavorazione sul "KamiKaze" appena performato.
Sono contento che Michela, da quella serata in poi, abbia deciso di desistere dalla reazione di sorriso -anche se sicuramente garbato- alla scena di una persona che va in trance in cinque secondi e di un'altra che lascia, poco prima, che la sua mano leviti fuori il proprio "comando"! Non che quello che pensi Michela sia importante perchè l'ipnosi e lo stato di coscienza modificato esistano, perchè la fantasia esista, l'immaginazione e tutta quella serie di automatismi e lavori invisibili nel nostro apparato psichico siano veri! Ma piuttosto, dietro l'abbandono di un pregiudizio, vi è l'abisso affascinante di un viaggio, senza pericolo tra esplorazione ed emozioni, che lei potrebbe fare, con grande guadagno di cuore e mente.
Contento anche che una certa rigidità delle catene muscolari di Pino, come anche  è per me (tiri un pietra chi ne è immune!) abbia costituito il pretesto per parlare di quanto la "resistenza" al cambiamento sia così vicina e collegata alla "contrattura di difesa", antalgica, di un ferita fisica...e di come si possa, invece, cambiare.
Egualmente soddisfatto che Gianni, già provato e provetto attore del CDIOT, abbia deciso di "fare la guerra" ad ogni abitudine che imprigioni la possibilità di strade nuove e soluzioni creative, con il potenziale di un repertorio che non può, così facendo, che ampliarsi e farlo evolvere verso un vero AVATAR! Non conosceva molto di Cortazar ed è positivo che abbia cominciato a farlo prima che -per i conoscitori della sua produzione...- l'orologio si impadronisca per sempre del suo polso! Conto molto anche su di lui, dopo la davvero superba interpetazione del KamiKaze. L'ho visto "pasteggiarsi" la parte, come spesso sono solito dirvi. E non nel narcisistico e tutto privato spremere sul palato il senso di un gusto solitario, ma nel dare-avere, sacro, del teatro.
La mia assistente, aiuto-regia, docente, attrice, Maria PIna (mi fermo perchè è capace di arrossire anche online! senza possibilità, per fortuna, di guarigione)..dall warm-up della conoscenza del suo gruppo venerdì, alla colta conferenza e discussione sulle fiabe oggi, nello stage domenicale. Tra biologia, etologia ed evoluzione ci ha rifatto fare amicizia con l'homo abilis, con le fiabe della nonna, e con l'importante energia che sacaturisce dal lavorare in nostro "racconto" interno con gli altri.
Giuliana e l'elegia allo stupore. Quella bisaccia, vuota di pregiudizio, e piena di nulla che può, se si vuole riempire. L'intelligente lavoro della ragione a volte ci inibisce severamente. Quella severità, anch'essa retorica e morbosa che ci proviene da un super-io gravemente infarcito di proibizioni, non sempre, ma a volte, anzi spesso. Prigione e corazza psicosomatica al "nuovo". Debbo ringraziarla per lo sguardo che vuole capire e si mette in gioco. Tanto in gioco che oggi, le metafore sul sesso degli angeli, ma anche degli uomini...le venivano proprio bene!
Tonina, "svezzata" dai precedenti incontri, procede ora in modo fluido, accoglie ed è un tranquillo sensibile specchio a quanto avviene ed a cui partecipa. Questa madre-moglie straziata nel Kamikaze, non ha mai abbandonato chi andava a farsi esplodere e religioso è stato il suo silenzio-sguardo sul corpo sgualcito dalla storia del suo compagno, oramai "scoppiato".
GIaceva a terra, in resti scomposti, sotto lo sguardo di tutti e uno di quei resti si chiamava anche Mijail, 19 anni. Piuttosto che la supina e passiva interpretazione di quanto proposto lì per lì, egli ha scelto la scoperta del passaggio pericoloso  ed ambizioso tra l'essere, il non essere più, mentre si continua ad esistere ed assistere. Difficile da descrivere, se non vi si si era. Spettacolo interno che ci ha restituito incisivamente dopo, lasciandoci meravigliati.
L'autore, Federico, si è gustata privatamente e poi con esternazione pubblica la duttilità di un testo, il suo, che ogni nuova piece rende "ipertestuale" con differenti elementi ed interpretazioni e poi ha partecipato all'epilogo, facendosi olocausto insieme agli altri della tragedia già consumata e lì congelata.
Alessandro ha utilmente deciso che, dandosi un mantra al mattino ed uno serale, si può evitare l'illusorio gioco del fascino delle cose nelle vetrine della vita, a meno che il fascino non sia proprio giustificato da "cotanta maraviglia"! E' vero, la solitudine dà accesso a parti private, mentre se subita ci fa sentire sempre in credito dalla vita. Oggi ha danzato e parlato con un "padre" fantastico, nella fiaba drammatizzata, proclamando una convinta autonomizzazione dalle regole e privilegi paterni, che avvenga mai che per i secondi si debba accettare che i primi condizionino la nostra personale libertà!
Marlene Elisabeth ha danzato con le speranze! Non quelle di Cronopios e Famas (Cortazar) e non quelle ruffiane di compromesso nella diatriba tra ortodossia ed invenzione, ma la speranza vera, coltivata, che l'Equador accelleri forse, nella deriva dei continenti, la sua ri-unione con l'Europa, della figlia con la madre, dove ogni figlia è, comunque anche madre! Bella la sua trance, immediata, profonda, e, come accade in questi casi, che non lascia molta voglia di uscirne...tanto si può star bene....con la trance? Con se stessi, affermo io, a curare questo rapporto, tenero e responsabile di se stessi con la vita.
Spartaco, gladiatore di scommesse che fa sempre  con la drammaterapia, con abituato senso di vittoria! Un giorno di questi dovrò bastonarlo per il solerte servizio all' altro, testimonianza dell'esserci con. La sua danza oggi era cerimoniale di guerra, agli spititi maligni, auspicio di ricca caccia nella savana per il tuo gruppo riunito. L'ho sentito soddisfatto e questo non necessita di commenti. Anche Catia aveva il buon umore; è squisita la sua attenzione a tutto. Farò attentati a quella sua naturale e delicata discrezione che per ora ci lascia "salvi", ma promette dardi ed espugnazioni, se sà rischiare a poker, come rischia danzando leggera ad occhi chiusi, senza mai perdere il contatto con tutti noi.
Ho danzato poco, io; il malleolo non me lo permette ancora, ma la mente ha supplito, scivolando tra braccia e gambe, polsi ed angoli vivi, mentre vi muovevate. Anche Flavia si è aggirata curiosa tra i boschi delle vostre fiabe ed i mari delle scoperte senza commissione (vedi fiaba Il Principe ed il Mago). Come chi ascolta una fiaba, immagino che anche lei abbia avuto l'incontro privato con il cuore e la mente.
Vi ringrazio.

Foto: Atelier Drammaterapia per le Risorse, Aprile 1010

venerdì 9 aprile 2010

Drammaterapia: Corso per le Risorse al nastro di partenza!

Caro amico,
con la tua iscrizione all’Atelier di Drammaterapia, sei entrato a far parte di una community che si considera un laboratorio aperto all’incontro tra la “persona” e “teatro”, un percorso che elegge lo statuto drammaterapico a strumento di crescita e sviluppo della personalità. Se il suo uso più specifico appartiene al campo clinico, essa trova un fruttuoso campo di applicazione anche in quello formativo e per le risorse. La sponsorizzazione dell’Istituto Scuola Romana Rorschach che offre la sua prestigiosa sede per gli incontri e la consulenza alle attività che si svolgono nell’Atelier fornita dalla SIISCA (Società Italiana di Ipnosi Sperimentale, Clinica & Applicata) sono i referenti scientifici per il corso di Drammaterapia per le Risorse in partenza ed io, in veste di director della Scuola, insieme agli altri docenti e conduttori, sono a darti il mio cordiale welcome!
La SIISCA è una società scientifica rivolta a medici e psicologi ma che sin dal 1988 è impegnata nel campo della divulgazione scientifica al pubblico su tematiche relative alla psicologia in generale ed alla psicoterapia, come anche nell’ambito di un progetto più specifico di preparazione per i professionisti del settore, con convegni e stages professionali. A questo scopo nel 1999, alle soglie del nuovo millennio, ha creato una sua società satellite, Hypnosis2000, un organismo dedicato al dibattito con tutti coloro che non si trovano sul fronte dell’esercizio dell’arte sanitaria, psichiatrica o psicologica, quanto piuttosto a dovere valutare l’efficacia dei suoi interventi e ricerche e possono quindi associarsi al nostro organismo in veste di socio straordinario.
Nel 2002 è nata una nuova sister organisation della SIISCA, una sezione specifica denominata Hypnodrama.it, dove converge la riflessione di diversi studiosi afferenti da differenti campi delle scienze umane e positivistiche, che, attraverso un modello speculativo interdisciplinare, indagano i rapporti tra psicologia e arte, teatro e cultura. Ed è proprio in seno ad Hypnodrama.it al suo forum di discussione che è nata l’idea di un percorso che facesse proprie due cose a noi care: l’utilizzo del teatro e degli stati modificati di coscienza che esso sollecita ed, in generale, tutti gli strumenti propri del settore delle Arti-terapie, il movimento, la danza, la musica. Allora ecco che proprio la Drammaterapia è un ponte ideale d’incontro tra il soggetto e le sue parti oscure, dove risiedono risorse e conflitti, aspirazioni ed inibizioni.
L’Atelier di Drammaterapia, nato nel 2006, è al suo 5 corso, mentre nel 2009, nell’ambito della attività svolte dall’Atelier e su impulso del nucleo storico, è stato fondato il CDIOT (Creative Drama In-Ot Theatre), prima esperienza di teatro drammaterapico in Italia.
La Drammaterapia, dicevamo, ben oltre il costituirsi quale particolare setting terapeutico nei confronti della cura dei disturbi psicologici, è dunque ponte tra la forma d’arte specifica del teatro e la capacità di curare propria del “dramma”. Teatro della Spontaneità, Psicodramma, Sociodramma, Hypnodramma, Roleplay, sono tutte esperienze di una cultura psicologica e sociologica che appunto si è inspirata alla potenza del mezzo teatrale, ben riconosciuta nell’antichità come nel nostro tempo. Un gruppo di drammaterapia occupa uno spazio che è più vasto di quello scenico delle presenze degli attori e dei personaggi, ma che rimanda a possibilità di espressione nuove da evocare e far “giocare fuori”. Il ”dramma”, infatti, fornisce un mezzo e un luogo creativi in cui temporaneamente si possono superare i confini delle nostre realtà quotidiane e tutto questo aiuta la spontaneità e la scoperta di nuovi aspetti della libertà che possono ritrovare anche uno speciale contenitore per la nostra sensibilità personale.
Il “gioco” che gran parte ha nell’azione drammaterapica permette che noi giochiamo la nostra idea del mondo nel rapporti con l‘altro. Spolin, il fondatore dei “giochi del teatro”, come ancor prima Moreno, fondatore dello psicodramma, sottolineano come in tale forma di attività, il teatro, la stessa immaginazione diventi un potente motore per cambiare le realtà intorno a noi.
Il nostro “Corso di Drammaterapia per le Risorse” ha l'obiettivo, di ampliare il bagaglio di risorse personali dei partecipanti, con un arricchimento degli strumenti adattivi, grazie ad un percorso attoriale dedicato e che si svolge secondo lo statuto didattico già sperimentato e validato nei moduli della scuola di pensiero della parte direttrice ed organizzatrice (SIISCA). Oggi è il primo incontro, volutamente aperto anche al pubblico, a proiettare il gruppo ed il suo prossimo lavoro verso quella componente del teatro (lo spettatore) che lo rende tale. In questo il senso dello “spettacolo” che vi è nel “drama”; quello dell’incontro dell’autore, dell’interprete e di chi assiste. Un benvenuto, quindi anche ai graditi ospiti, testimoni attivi di un processo che sta avendo inizio.
Ed allora è al nastro di partenza di questo affascinante percorso che desidero, insieme a tutti i miei collaboratori e docenti e sostenitori che qui ringrazio, farti i miei migliori auguri per un piacevole e fruttuoso lavoro, che unisca la curiosità ed il sorriso, la riflessione e la scoperta.
Buon viaggio!

Ermanno Gioacchini

lunedì 29 marzo 2010

PROGRAMMA ATELIER DRAMMATERAPIA PER LE RISORSE 2010


SCHEDA PRENOTAZIONE

Atelier LiberaMente - 1°anno, Aprile 2010--Marzo 2011
-rivolto a professional e non-professional-
I partecipanti sono guidati alla sperimentazione ed elaborazione personale del linguaggio teatrale, che passa sia attraverso la riscoperta di sé, del corpo e delle sue possibilità espressive, che la riformulazione di un nuovo rapporto con l’esterno -lo spazio, gli oggetti e gli altri-.

Attraverso la metafora della maschera teatrale e lo sviluppo delle abilità teatrali viene sollecitata la rimozione delle inibizioni di tipo psico-fisico, la liberazione dell’energia e lo sviluppo della creatività.

2 laboratori di venerdì (+ 1 conferenza) -h. 20,00-23,00-
e 1 Atelier di domenica mattina -9,30-14,30- mensili.
1° mese
APRILE
--------------------------------------------------------------------------------
venerdì 09,
Presentazione/organizzazione corso Atelier Liberamente,
Conferenza: Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio (aperti al pubblico).
domenica 11 -9,00-14,30-
Fondazione dell'Atelier 2010.
Modulo Danza-Movimento:
  • consapevolezza del corpo, percezione di se (automassaggio, struttura, postura, asse, peso, respiro,voce);
  • esplorazione dei vari livelli dello spazio: contatto con la terra, appoggi, strisciamento, gattonamento, livello intermedio, salti e cadute.
Modulo Storytelling:
  • il potere delle fiabe;
  • laboratorio delle fiabe.
Modulo Auto-Ipnosi, 1° incontro:
  • ipnosi ed Auto-Ipnosi.
  • il protocollo -propedeutico all'Hypnodrama.
Venerdì 23,
Laboratorio Drammaterapia,
  • principi di Drammaterapia e il costrutto teorico dell'Atelier LiberaMente;
  • tecnica dell'improvvisazione;
Modulo Auto-Ipnosi, 2° incontro: addestramento.
----------------------------------------------------------
2° mese
MAGGIO
--------------------------------------------------------------------------------
venerdì 07,
Conferenza: La Lezione di Grotowsky.
Laboratorio di Drammaterapia: tecnica dell'improvvisazione (aperti al pubblico).
Modulo Auto-Ipnosi, 3° incontro: addestramento.
domenica 09 -9,30-14,30-
Modulo Danza-Movimento:
  • chinesfera;
  • dialogo motorio duale: imitazione, specularità, calchi, dare e ricevere peso, il contatto, l’equilibrio, spingere, tirare.
Modulo Drammaterapia: L'uso del Personaggio in Drammaterapia.
Modulo Auto-Ipnosi, 3° incontro:
  • Addestramento ed Approfondimento della trance;
  • Auto-Committenza (prescrizione).
venerdì 21,
Laboratorio di Storytelling: I Disegni della Mente;
Laboratorio Danza-Movimento: dal Segno al Movimento;
Modulo Auto-Ipnosi, 4° incontro: Esercitazione.

3° mese
GIUGNO----------------------
venerdì 04,
Conferenza: la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio (aperti al pubblico).
domenica 6 -9,30-14,30-
Modulo Danza-Movimento: Esperienze gruppali: giochi ed esperienze in piccoli ed in grande gruppo strutturati o su piccole improvvisazioni o coreografie.
Modulo Drammaterapia: la psicotecnica.
Modulo Auto-Ipnosi, 5° incontro: Trance e Contenuti.
venerdi 18,
Modulo Giochi Psicologici:
  • Warm-Up psicosomatico;
  • Escaping  & Copying.
Modulo Auto-Ipnosi, 5° incontro: Velocizzazione del processo d'iduzione
4° mese
LUGLIO
--------------------------------------------------------------------------------
venerdì 02,
Conferenza: l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre (aperti al pubblico).
domenica 11 -9,30-14,30-
Modulo Danza-Movimento: expression primitive (ritmo e voce in movimento, lo stop, le posizioni fantastiche, coordinazione e dissociazione dei movimenti, gestione del ritmo).
--------------------------------------------------------------------------------
AGOSTO, pausa estiva
--------------------------------------------------------------------------------
5° mese
SETTEMBRE
--------------------------------------------------------------------------------
venerdì 10,
Laboratorio di Storytelling e Danza-Movimento: Fabulare attraverso la Danza.

Gli ulteriori incontri da-settembre-in-poi saranno in calendario a giugno 1010 e proseguiranno sino a marzo 2011, con esame teorico-pratico finale.

SCHEDA PRENOTAZIONE

Foto: Esercitazione in un laboratorio di drammaterapia, 2008

domenica 14 marzo 2010

CORSO DI DRAMMATERAPIA DELL'ATELIER LIBERAMENTE A ROMA

ll C.D.I.O.T. ad aprile 2010 apre un nuovo un laboratorio teatrale nel contesto dell' Atelier di Drammaterapia LiberaMente, che proseguirà con incontri serali bimensili al venerdì o a full immersion una domenica al mese, sino al prossimo febbraio 2011. Il primo incontro venerdì 9 aprile (aperto al pubblico)
Il (C.D.I.OT.), sponsorizzato dalla SIISCA (Società Italiana di Ipnosi Sperimentale Clinica & Applicata, 1988),  e dalla Scuola Romana Rorschach, è stato creato nel 2008 come estensione “artistica” dell’Atelier di Drammaterapia Liberamente (2006) all’interno dell’esperienza triennale dello stesso, fondato e diretto dal drammaterapeuta E. Gioacchini. Mentre l’Atelier ha lo scopo di divulgare concetti e metodologie proprie che si riferiscono ad una originale individuazione teorica e pratica della Drammaterapia e del processo drammaterapico, nei suoi vari contesti applicativi, il C.D.I.O.T. ne costituisce la naturale evoluzione artistica, come vera e propria forma di Teatro.
La metodologia si riferisce all’utilizzo della drammaterapia come metodo che permette ai partecipanti l’espressione creativa del proprio “processo artistico”, attraverso una vasta gamma di strumenti quali la recitazione, l’hypnodrama, lo storytelling, la musica, il gioco, la tecnica del mimo, il movimento e la danza.

I partecipanti sono guidati alla sperimentazione ed elaborazione personale del linguaggio teatrale, che passa sia attraverso la riscoperta di sé, del corpo e delle sue possibilità espressive, che la riformulazione di un nuovo rapporto con l’esterno -lo spazio, gli oggetti e gli altri.
Insegnamenti
Esercizi di base
  • il movimento (elasticità corporea, attivazione di parti corporee trascurate, studio del ritmo, del tono, sfasature, contrasti);
  • la sensazione (rilassamento, esplorazione e percezione sensoriale, immedesimazione, osservazione, descrizione e creazione di suoni ed immagini);
  • la mimica (mimica facciale e corporea, micro e macro movimenti, il gesto espressivo, intensità, plasticità, posa, naturalezza, immobilità);
  • la fonetica (dizione, uso della voce, volumi, ritmi, toni, pause);
  • l’imitazione (ricostruzione dei segni caratteriali, linguaggio e tempi, naturalismo e stilizzazione);
  • l’improvvisazione (temi, situazioni, stati d’animo, racconti orali); la drammatizzazione (la creazione di un testo in improvvisazione, la scelta dei segni e dei contenuti, il “messaggio”);
  • l’interpretazione (interrelazione tra segni visivi e uditivi, correlazione con gli altri, senso scenico, agibilità dello spazio teatrale, presenza);
  • autoipnosi (addestramento alla modificazione dello stato di coscienza);
  • Maschera e Trucco Teatrali. 
Psicotecnica
  • Autoanalisi e analisi del testo e del Personaggio;
  • Allenamento della memoria e dell’attenzione (concentrazione);
  • Rilassamento e gestione della tensione;
  • Improvvisazione guidata verbale e non verbaleUtilizzazione degli impulsi emotivi (risata, pianto, rabbia);
  • Memoria emotiva;
  • Centralità corporea;
  • Coordinamento motorio;
  • Comunicazione non verbale
  • ;Presenza scenica, interiorizzazione ed esteriorizzazione espressiva;
  • Hypnodrama.
Piece Finale
L'Atelier di Drammaterapia Liberamente intende il percorso drammaterapico quale processo di crescita della autonomia e libertà di espressione del soggetto nel contesto della formazione attoriale. Le performances finali che seguono l'iter formativo costituiscono, quindi, l'apice di quel percorso che sposa il copione alla interpretazione nell'autenticità del personaggio-attore. Le pieces dell'atelier sono momenti conclusivi e celebrativi di quanto si è appreso e che appartengono al più ampio capitolo del teatro, dove il rapporto con l'altro (pubblico) ratifica i processi e gli fornisce emblematico svolgimento sulla scena esibita. In linea con quanto afferma Grotowsky, dove l'essenziale diventa pungente provocazione al cambiamento. E.G.

INFO Per informazioni ed iscrizioni ci si può rivolgere alla segreteria del CDIOT al Tel 335-8381627 - Fax: 06-86211363/70 - SITO: http://www.drammaterapia.com/